{"id":1352,"date":"2012-09-05T23:36:29","date_gmt":"2012-09-05T23:36:29","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:undefined\/?p=1352"},"modified":"2012-09-05T23:36:53","modified_gmt":"2012-09-05T23:36:53","slug":"colombia-medellin-dallincubo-narco-al-sogno-dello-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilmonella.com\/?p=1352","title":{"rendered":"Colombia, Medellin: dall\u2019incubo narco al sogno dello sviluppo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Citt\u00e0 in fermento, perla turistica e centro degli affari, la citt\u00e0 che debbe la sua fama e il suo martirio al narcotrafficante Pablo Escobar, oggi \u00e8 irriconoscibile. La rivoluzione di 20 anni, raccontata dal sindaco che visse in prima linea la guerra con il crimine organizzato<\/strong><\/p>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div id=\"single-columns\"><strong><strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/El_Castillo_en_1975-300x297.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1353\" title=\"El_Castillo_en_1975-300x297\" src=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/El_Castillo_en_1975-300x297.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/El_Castillo_en_1975-300x297.jpeg 300w, https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/El_Castillo_en_1975-300x297-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/div>\n<div>Quasi vent\u2019anni fa \u2013 era un caldo dicembre del 1993 \u2013 moriva il pi\u00f9 famoso narcotrafficante del mondo, Pablo Escobar. Moriva fuggitivo, leggenda, sui tetti della sua citt\u00e0, Medell\u00edn, allora considerata la pi\u00f9 pericolosa del mondo, la capitale della droga. Oggi, quando chiedo al giovane Julian \u2014 25 anni e un lavoro come consulente per la cooperazione internazionale al municipio di Medellin \u2014 come si chiama il nuovo capo del cartello della citt\u00e0, non sa rispondermi. Alza le spalle, dubbioso. \u00abPenso non ci sia pi\u00f9 una banda grande come una volta. Sono tante e piccole, ora. Ce n\u2019era una chiamata Los Urabe\u00f1os per\u00f2 hanno appena arrestato i due capi. Di pi\u00f9 non so\u00bb.<\/div>\n<div id=\"single-columns\">\n<p>Le cose sono cambiate. Come recita un noto spot turistico colombiano, a Medell\u00edn l\u2019unico rischio \u00e8 quello di voler restare per sempre. Immersi tra le sue verdi montagne, in un\u2019eterna primavera tenacemente ritrovata. Oggi del sangue di Pablo Escobar sui tetti di Medellin rimane solo un celebre dipinto di Botero, esposto all\u2019omonimo museo cittadino. E, ovviamente, l\u2019ennesima, popolarissima serie televisiva. Nessun museo, nessun tour turistico, nessun monumento \u2013 e ci mancherebbe altro. Solo i racconti della gente, tra incanto e disincanto.<\/p>\n<p>Abbiamo chiesto a Omar Fl\u00f3rez V\u00e9lez, l\u2019ultimo sindaco di Medellin dell\u2019era Escobar (1990-1992, quando ancora gli alcaldes della citt\u00e0 rimanevano in carica solo per un paio d\u2019anni, e scorta e attentati facevano tutti parte del pacchetto), come il fiore-Medellin, quello che il narcotraffico aveva rischiato di danneggiare per sempre, sia riuscito a rinascere dalle sue stesse ceneri.<\/p>\n<p>\u00abLo scenario era estremamente incerto, la popolazione era terrorizzata dall\u2019azione delle autobomba come quelle che oggi si vedono in Siria o Afghanistan. In quel momento, era la citt\u00e0 pi\u00f9 pericolosa del mondo. I media diffondevano quest\u2019immagine a livello internazionale e il cartello aveva un atteggiamento di sfida costante verso le istituzioni\u00bb, racconta l\u2019ex sindaco, eletto negli anni successivi senatore della Repubblica e parlamentare.<\/p>\n<p>\u00abIl problema non era Pablo. Morto lui, appaiono altri Escobar, nonostante tutta la politica repressiva del mondo. Nella polizia \u00e8 stato messo in atto un meccanismo importante di pagamento e ricompensa, nonch\u00e8 di epurazione della forza pubblica corrotta. Parallelamente, sono stati avviati programmi di tipo sociale, nell\u2019idea che i problemi sociali richiedono risposte sociali, non di polizia\u00bb, prosegue Fl\u00f3rez V\u00e9lez, seduto al tavolo della sua villetta del Poblado una calda notte d\u2019estate \u2013 che poi non vuol dire nulla, visto che a Medellin \u00e8 estate tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p><em><strong>&#8230; continua a leggere sul <a href=\"http:\/\/pangeanews.net\/cronaca\/colombia-medellin-dallincubo-narco-al-sogno-dello-sviluppo\/\">sito di PangeaNews<\/a>, su cui \u00e9 stata pubblicata questa intervista in esclusiva.<\/strong><\/em><\/p>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 in fermento, perla turistica e centro degli affari, la citt\u00e0 che debbe la sua fama e il suo martirio al narcotrafficante Pablo Escobar, oggi \u00e8 irriconoscibile. 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