{"id":212,"date":"2011-01-28T11:24:19","date_gmt":"2011-01-28T11:24:19","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:undefined\/?p=212"},"modified":"2011-01-28T11:24:19","modified_gmt":"2011-01-28T11:24:19","slug":"capitalismo-still-a-love-story","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilmonella.com\/?p=212","title":{"rendered":"Capitalismo &#8211; still &#8216;a love story&#8217;?"},"content":{"rendered":"<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } -->E se la salvezza del capitalismo passasse dalla becera molla del profitto?<\/p>\n<p>E&#8217; triste pensare come forse l&#8217;ultima dimensione rimasta all&#8217;<em>homo contemporaneus<\/em> per la scoperta e la meraviglia sia quella dell&#8217; isolamento. Lontani da ogni strumento dotato di connettivit\u00e0 \u2013 solitamente porta d&#8217;ingresso alle nostre vite per il mondo  \u2013 possiamo tornare a leggere un buon libro, e riflettere. Come mi \u00e8 successo a mille mila metri dal suolo, sul volo Barcellona-Londra, dove per grazia di dio, Internet non esiste (le maiuscole, in questo caso, definiscono gerarchie); l\u00ec, ho potuto finalmente concentrarmi sull&#8217;ultimo libro di Federico Rampini, decano della corrispondenza estera.<\/p>\n<p><em>Occidente Estremo<\/em> \u00e8 dedicato all&#8217;analisi socio-economica dei fattori di decadenza dell&#8217;impero americano e della contemporanea, invadente ascesa della Cina sul palcoscenico mondiale. Riflettendo sul modello capitalistico, Rampini cita il saggio <em>Consumati. Da cittadini a clienti <\/em>di Benjamin Barber, scenziato della politica e della economia, gi\u00e0 autore nel 1995 di <em>Guerra Santa contro McMondo<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_213\" aria-describedby=\"caption-attachment-213\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"attachment wp-att-213\" href=\"http:\/\/localhost:undefined\/?attachment_id=213\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-213\" src=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/rampini2-300x225.jpg\" alt=\"rampini capitalismo occidente estremo\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/rampini2-300x225.jpg 300w, https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/rampini2-400x300.jpg 400w, https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/rampini2.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-213\" class=\"wp-caption-text\">Immagine presa da un qualche Tumblr digitando &#39;Federico Rampini&#39;<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote><p>Uno dei temi centrali di consumati \u00e8 la regressione allo stadio infantile verso cui il capitalismo moderno spinge i consumatori. [\u2026] Il (suo) lato oscuro ha a che vedere con lo sfruttamento dell&#8217;ingenuit\u00e0 infantile. Nella sfera economica si assiste da tempo a una banalizzazione, un&#8217;infantilizzazione dei consumi, un instupidimento delle merci e anche dei prodotti culturali per far s\u00ec che siano appetibili agli adolescenti o ai bambini. [\u2026] &lt;&lt;Dalle sue origini, il capitalsimo occidentale ha avuto la capacit\u00e0 di soddisfare reali bisogni di massa, e quindi aveva un&#8217;utilit\u00e0 sociale, che si conciliava con l&#8217;arricchimento privato e l&#8217;accumulo del capitale in mano alla borghesia industriale. Inoltre l&#8217;etica protestante della gratificazione differita esaltava la virt\u00f9 del risparmio e questo favoriva l&#8217;investimento. Per quattrocento anni questo sistema ha funzionato cos\u00ec bene da sfociare in una situazione, dopo la Seconda guerra mondiale, in cui gran parte del ceto medio nei Paesi sviluppati aveva ormai soddisfatto tutti i suoi bisogni. <strong>Di fronte al rischio di una crisi della crescita il capitalismo ha operato una conversione: si \u00e8 messo a produrre bisogni ancora prima di beni. <\/strong>Quello fu l&#8217;inizio dell&#8217;era del sovra-consumo, l&#8217;inaugurazione del nuovo ethos infantilista&gt;&gt;. A partire da quel momento, scatta l&#8217;infantilizzazione del consumatore. Coniando un neologismo, Barber la definisce la trasformazione di un adulto in un &#8216;adultescente&#8217;. &lt;&lt;Il capitalismo contemporaneo esalta lo spendere anzich\u00e8 il risparmiare, il vendere anzich\u00e8 l&#8217;investire. L&#8217;idea di servire la societ\u00e0 \u00e8 sostituita dall&#8217;edonismo, la centralit\u00e0 del piacere, il servire s\u00e8 stesso. Adolescenti e bambini diventano l&#8217;archetipo, il modello del consumatore ideale perch\u00e8 sono impulsivi, non riflettono a lungo prima di comprare<strong> <\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Il capitalismo moderno sarebbe, stando a Barber, la combinazione fra questi due elementi: l&#8217;invenzione di bisogni e l&#8217;infantilizzazione della societ\u00e0 adulta. <\/strong><\/p>\n<p>Quale la via d&#8217;uscita? La versione di sinistra, militante del consumismo moderno, impersonata da quei movimenti che si propongono di cambiare il mondo operando sulle scelte di consumo (ie Slow Food, Fairtrade, Equo&amp;Solidale)? Barber, e con lui Rampini \u2013 che non finir\u00f2 mai di ringraziare \u2013 contestano anche questo.<\/p>\n<blockquote><p>E&#8217; una favola per bambini, una favola a lieto fine, l&#8217;idea che si cambia il mondo attraverso il consumo privato. [\u2026] La ricetta di Barber \u00e8 paradossale, ritornare al capitalismo delle origini: &lt;&lt;Il vero paradosso \u00e8 che viviamo in un mondo dove chi ha il denaro non ha pi\u00f9 dei bisogni reali, mentre chi ha ancora enormi bisogni insoddisfatti non ha potere d&#8217;acquisto. Dobbiamo costringere il capitalismo alla sua vocazione primaria: soddisfare i bisogni materiali dove ci sono. E&#8217; qui che c&#8217;\u00e8 spazio per una nuova crescita, pi\u00f9 sana e pi\u00f9 equa. <strong>Non \u00e8 l&#8217;illusione di un capitalismo altruista, bens\u00ec l&#8217;uso della molla del profitto al servizio delle domande pi\u00f9 urgenti per l&#8217;umanit\u00e0. <\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E se la salvezza del capitalismo passasse dalla becera molla del profitto? E&#8217; triste pensare come forse l&#8217;ultima dimensione rimasta all&#8217;homo contemporaneus per la scoperta e la meraviglia sia quella dell&#8217; isolamento. 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