{"id":2386,"date":"2014-08-18T15:39:02","date_gmt":"2014-08-18T15:39:02","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:undefined\/?p=2386"},"modified":"2014-08-19T11:54:18","modified_gmt":"2014-08-19T11:54:18","slug":"7-come-il-risiko-mi-ha-salvato-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilmonella.com\/?p=2386","title":{"rendered":"Come il Risiko mi ha salvato la vita (-6)"},"content":{"rendered":"<p>Domenica pomeriggio,\u00a0mentre andavo per i trent&#8217;anni, mi sono messo una camicia, una giacca elegante\u00a0ed un papillon dai colori confetto, rosso e blu. Mi sono aggiustato le maniche, e mi sono diretto a casa del mio migliore amico per un importante<strong> Risiko di gala<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2388 size-full\" src=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-2.jpg\" alt=\"risiko di gala\" width=\"600\" srcset=\"https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-2.jpg 800w, https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u00ec, ad aspettarmi, c&#8217;erano altri tre pinguini vestiti di tutto punto, con tanto di pochette di pizzo, farfallino, cravatta rossa e spillona sovietica. Per circa tre ore, siamo tornati a vivere in un\u00a0un mondo fatto di carri armati e territori da conquistare al valente lancio di dadi. Abbiamo tracciato una linea: al di qua da essa stavamo noi, nel nostro orgoglio gessato; al di l\u00e0 da essa il resto del mondo.<\/p>\n<p>In questo modo, vestiti di tutto punto, abbiamo reso omaggio alle nostre amicizie ma soprattutto ad un gioco che ha contribuito a salvarci la vita in tutti questi anni. Abbiamo rivendicato con orgoglio il nostro passato <em>nerd,\u00a0<\/em>e ribadito che quello era il nostro presente e sarebbe sempre stato il nostro futuro.<\/p>\n<p>Per anni, in quel periodo miliare per la formazione umana chiamato <em>adolescenza<\/em>, dadi di varie forme e colori sono stati le nostre iniezioni di endorfina\u00a0quotidiane. Che andassimo alla conquista della\u00a0Kamchatka, sconfiggessimo dei coboldi asserragliati in una caverna o simulassimo epiche battaglie con delle pistole giocattolo, abbiamo vissuto &#8220;in un mondo fittizio che esisteva solo nella immaginazione condivisa di tutti coloro che prendevano parte al gioco&#8221;. Un mondo irreale che ci ha dato gli strumenti per sopravvivere in quello tangibile.<\/p>\n<p>Il titolo e il virgolettato di cui sopra ammiccano\u00a0alle parole di Jon Michaud, autore\u00a0di un\u00a0<a href=\"http:\/\/www.newyorker.com\/culture\/culture-desk\/dungeons-dragons-saved-my-life\" target=\"_blank\">articolo uscito sul New Yorker il mese scorso<\/a>\u00a0per il quarantennale di <strong><em>Dungeons and Dragons<\/em><\/strong>, pietra angolare di tutti i giochi di ruolo\u00a0al cui altare abbiamo anche noi sacrificato, ovviamente, innumerevoli ore della nostra adolescenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2387\" src=\"http:\/\/localhost:undefined\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"325\" srcset=\"https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/ilmonella.com\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/photo-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per qualche splendido anno ci siamo conservati puri, in totale controllo delle nostre sinapsi: di quei tempi, ci stendevamo sul ballatoio del nostro palazzo e passavamo ore ed ore a costruire mondi sconosciuti per i nostri Lego o incredibili campi di battaglia per gli omini\u00a0Playmobil. E&#8217; stato un periodo idillico durato fino almeno ai vent&#8217;anni, quando ancora tornavo a casa dall&#8217;universit\u00e0 e mi facevo rapire\u00a0da\u00a0una partita di Trivial Pursuit o da\u00a0una sfida a Monopoli\u00a0all&#8217;ultima ipoteca.<\/p>\n<p>Ho avuto il mio primo cellulare a diciassette anni, e solo perch\u00e8 i miei genitori insistevano affinch\u00e8 fossi rintracciabile mentre, con il motorino, mi facevo insultare ogni domenica nei campi di pallone di provincia come arbitro di calcio. Erano gli anni in cui connettersi ad internet era un piccolo, rumoroso evento giornaliero, e le enciclopedie esistevano in CD-ROM o addirittura in formato cartaceo.<\/p>\n<p>Oggi, mentre giro con due cellulari in tasca (&#8220;girare&#8221; \u00e8 ovviamente un eufemismo locomotorio inopportuno nella mia situazione, ma lo user\u00f2 ciononostante prendendomi una piccola licenza poetica); mentre giro con due cellulari in tasca, dicevo, il <em>multitasking<\/em> mi frigge quotidianamente il cervello e violento il browser passando frenetico\u00a0di scheda in scheda, di contenuto informativo in contenuto informativo, torno indietro a quei momenti con la consapevolezza che se non li avessi vissuti, non avrei avuto la necessaria robustezza\u00a0 mentale per affrontare il\u00a0bulimico presente.<\/p>\n<p>Nella nostra<strong>\u00a0adolescenza <\/strong>abbiamo allungato in maniera significativa quel fondamentale\u00a0<strong>stato mentale attivo che \u00e8<\/strong>\u00a0<strong>tipico dell&#8217;infanzia, <\/strong>quando i mondi sono tanti e ancora tutti da scoprire, o\u00a0da creare.<strong>\u00a0<\/strong>Per anni abbiamo continuato a dare forma a universi\u00a0fantastici, siamo stati al contempo cantastorie e personaggi,\u00a0abbiamo saputo immaginare complessi scenari geopolitici, ma soprattutto abbiamo saputo concentrarci\u00a0sia sullo scenario d&#8217;insieme, sia sui suoi elementi particolari: nel farlo, abbiamo imparato a prevedere reazioni e contro-reazioni ad ogni nostra mossa, come in una partita di scacchi , dando di fatto origine a catene logiche di lunghezza potenziale infinita.<\/p>\n<p>Nel farlo, il nostro cervello respirava e si irrobustiva.<\/p>\n<p>Anni spesi ad inventare splendidi universi fittizi hanno inoltre re-indirizzato quelle &#8220;energie e miserie adolescenziali che altrimenti sarebbero stati rivolti ad usi ben pi\u00f9 distruttivi.&#8221;<\/p>\n<p>Nel lontano 2003, la nostra professoressa di filosofia del liceo, dopo averci scoperti a giocare a un gioco di ruolo in classe mentre lei faceva lezione, ci profetizz\u00f2 una vita di miserie fermi in una <del>Punto<\/del>\u00a0Uno bianca (era una Uno, cazzo! o al pi\u00f9 una Citro\u00ebn)\u00a0al trivio di una metaforica tangenziale, incapaci di procedere oltre se non grazie alla miseranda propulsione della nostra energia\u00a0onanistica.<\/p>\n<p>Mentre domenica mi\u00a0facevo annodare il papillon, pensavo a tutto questo: pensavo ai pomeriggi sul ballatoio di casa, ad amicizie senza tempo, al periodo pi\u00f9 puro della mia esistenza, agli anatemi della mia professoressa di filosofia e a tanto altro. Pensavo a tutto questo,\u00a0prima di\u00a0tornare a rendere omaggio a quel rituale ludico della nostra adolescenza che ha contribuito a fare di\u00a0noi gli uomini\u00a0che siamo adesso.<\/p>\n<p>Ma soprattutto,<em>\u00a0&#8220;<\/em>quante gravidanze indesiderate abbiamo evitato perch\u00e8 uno dei potenziali partner era troppo impegnato a cercare un tesoro in una cripta?&#8221;<i>,\u00a0<\/i>o ad invadere il Congo dall&#8217;Africa Meridionale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica pomeriggio,\u00a0mentre andavo per i trent&#8217;anni, mi sono messo una camicia, una giacca elegante\u00a0ed un papillon dai colori confetto, rosso e blu. Mi sono aggiustato le maniche, e mi sono diretto a casa del mio migliore amico per un importante Risiko di gala. 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