“Rispondo alla sfida, e nomino stocazzo”

Per mia grande sciagura sono stato nominato su Facebook per enumerare i dieci libri che mi hanno cambiato la vita. Purtroppo, il mio amico Vincenzo mi ha battuto sul tempo nel nominare i seguenti:

1)Le origini storiche dell’Ice Bucked Challenge – Matteo Renzi
2) Le metamorfosi di Ovidio, Commentate – Flavia Vento
3)Vari bandi Leonardo e offerte di stage – European Commission, altri
4) Biscotto del Cucciolone, lato A – Algida (ma io l’ho sempre letto nelle edizioni ELDORADO. Bellissimo anche il seguito, lato B, che vale come 5)
6)The Quran, a different perspective – Laden, Osama bin
7) Etichetta del maglioncino di Zara per lavaggio a mano\secco\lavatrice\centrifuga – Zara SPA (tuttora grandi difficoltà a capirlo interamente)
8) E’ lui o non è lui – Ezio Greggio
9) Una storia italiana – Fabrizio Corona
10)La mia autobiografia non ufficiale

Quindi mi tocca fare il serio, e affrontare questa disfida con grave cipiglio. Ecco, pertanto, la mia personale classifica, in ordine sparso. Non solo libri, ma esperienze di parole che hanno contribuito a cambiarmi esistenza:

1) Valerio Massimo Manfredi – ALEXANDROS, LA TRILOGIA 

Non so come sia capitata nella mia cameretta, ma un giorno che forse andavo alle medie ho aperto il primo tomo un po’ scettico. E ho iniziato a sognare. Ha plagiato così tanto il mio immaginario che nei mesi successivi (o precedenti? chissà, i ricordi sono sempre così poco fedeli alla realtà delle cose), ho passato gran parte del mio tempo a disegnare soldatini romani, cartaginesi e greci in combattimento tra loro, rievocando in maniera autistica – su un foglio di carta – le battaglie che avevo immaginato immerso nella prosa turgida e magniloquente di Manfredi.

2) Fëdor Dostoevskij, DELITTO E CASTIGO

Divorato a bordo piscina in meno di un mese, in una fantastica estate di cui non mi ricordo nulla, ma proprio nulla se non le avventure di Rodion Romanovič Raskol’nikov.

3) Sergio Bonelli Editore – TEX WILLER / Tiziano Sclavi – DYLAN DOG

La mia tesi delle scuole superiori è stata incentrata sul rapporto tra il postmoderno in letteratura e Dylan Dog. Quindi ho scelto Bologna, anche perchè lì viveva e operava Umberto Eco: come il protagonista del suo La misteriosa fiamma della regina Loana, sogno un giorno di trasferirmi nelle Langhe, aprire un baule di vecchi ricordi e dimenticarmi del mondo in compagnia degli eroi della mia infanzia.

4) Gabriel Garcia Marquez – CENT’ANNI DI SOLITUDINE 

Proprio in questa versione, comprato in inglese e in Australia su consiglio di uno dei miei più grandi amici. Non è in questa classifica per gli indubbi meriti letterari, bensì per il ricordo ad esso legato: un ricordo fatto di terra straniera, amicizie, lunghi periodi di solitudine e bookcrossing in hotel sgangherati.

5) John Irving – THE WORLD ACCORDING TO GARP 

Me lo lanciò un irlandese sciancato in un pub scalcinato di Melbourne. Lo presi al volo, e me lo portai nel deserto.  Non l’ho più riletto, ma se ve lo consiglio, sappiate che sto cercando di portarvi a letto.

6) L’ESPRESSO, a Como, ad ogni risveglio

Perchè nulla ti cambia più della routine giornaliera. Ed essere abbonati in famiglia ad un giornale di sinistra da tutta una vita ha sicuramente influenzato la mia esistenza. In primis, Satira Preventiva di Michele Serra (che ritengo ad oggi il suo più alto prodotto letterario) e La Bustina di Minerva, le prime due rubriche che corro solitamente a divorarmi, assieme alla colazione.

e 7) Mario Vargas Llosa – LA CIUDAD Y LOS PERROS 

Non certo il libro più bello che abbia mai letto, ma la più grande fatica della mia vita: opera maestra in spagnolo, lingua a me nuova al tempo, mi ha fatto compagnia tra i monti dell’Apurimac, nel ‘suo’ Peru, e tra le tortuose strade boliviane. Innumerevoli le frasi di cui non ho capito nulla, impagabile la sensazione di essere arrivato in fondo.

8) Carlos Ruiz Zafón – LA SOMBRA DEL VIENTO 

Perchè in questi momenti, quando ho finito il libro…

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… ho pensato: ne è quasi valsa la pena rompersi la gamba per finire a Barcellona e farsi consigliare questo capolavoro. Poi mi hanno dato la morfina.

9) Philip Roth, PASTORALE AMERICANA 

La mia tesi di laurea specialistica, e l’unico libro che abbia mai letto più di una volta, probabilmente, visto che soffro di una particolare ansia enciclopedica che mi spinge a sacrificare il piacere della rilettura per l’affanno da scoperta.

“In ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati”. (grazie Virgi per avermi ricordato la bellezza)

10) Arthur Conan Doyle, SHERLOCK HOLMES, TUTTI I LIBRI. 

Di nuovo, l’infanzia. Peccato fermarsi a 10: il MICHELE STROGOFF di Jules Verne (assieme a tutti i suoi romanzi) seguiva a ruota.

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