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Quello che ti raccontano che vale la pena annotarsi

E’ un venerdì sera. Una discoteca (gay, in questo caso), il belloccio di turno al bar, un drink,  a casa mia o a casa tua? a casa mia.

#BLACKOUT#

Ti risvegli che sei madido di sudore per terra e il tuo corpo non si muove. Apri gli occhi, sei cosciente di essere sul pavimento di casa tua, ma non puoi muoverti.

Davanti a te, lui – ci siamo conosciuti prima… al… come diavolo si chiama? sì, deve essere lui – che rovista fra i mobili, sulle mensole, apre i cassetti e infila le cose di valore nello zaino. Poi ti si avvicina alla faccia (puoi sentire il forte odore del suo alito) e ti sorride. Mentre ti deruba, se assolutamente cosciente ma non puoi muoverti. I muscoli semplicemente non rispondono.

Lui va di là e si stappa una bottiglia di vino. Si siede sul divano davanti a te e inizia a sorseggiare il vino da un bicchiere, sempre sorridendo. Poi si alza, si prende il tuo portafogli dalla tasca e ti lecca la fronte.

Tu rimani lì, bloccato fino a domenica mattina (è un venerdì sera, lo ricordo), immobile sul pavimento. Lui intanto se ne è andato.

Sei lì, sul pavimento, e non sai perché non ti puoi muovere. Non sai quanto durerà – potrebbe essere per sempre – e il tuo cuore batte a mille, terrorizzato.

Ma-che-cazz…?

Si chiama burundanga, Lillo. 

Che?

Burundanga. E’ la droga dello stupro. O meglio, puoi anche stuprarcici, se vuoi.

Alla domenica pomeriggio, quando hanno spiegato al mio amico cosa era successo, si è sentito fortunato. 

Ho chiesto a Google conferma della cosa. A quanto pare, da noi si chiama scopolamina. Nome perfetto per la droga dello stupro,no?

Apparentemente, qui in Sud America è una cosa che va un sacco tra i criminali. Da decadi. Ero l’unico a esserne ignaro?

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